Sindrome Di Stoccolma
“A tutti voi in
ascolto il nostro più cordiale saluto”
(Germano Mosconi)
Giungo a ricollegarmi con Voi, amici terrestri, dopo tempo inenarrabile... magari un po’ a sorpresa, a ridosso del mio ritorno in Italia per una settimana.
Lacrime di pioggia imperlano le finestre, concedendomi una lieve malinconia, in questa estiva oscurità nordica che mai è tale. Come d’inverno avevamo cinque ore di luce, ora è il contrario. Sono le tre di notte, sono tornato da meno di un’ora da Stureplan (vedete QUI :-P), e il sole sta già per fare capolino. Sorgerà completamente alle 3.15!
Ne sono successe di cose da Febbraio... mi sento prigioniero di una città
meravigliosa, che mi ha rapito e reso schiavo e della quale mi sono innamorato.
In questo consiste la Sindrome di Stoccolma.
I motivi di questo rientro sono molteplici: il compleanno di mio padre che
sta per raggiungere 50 anni e inviterà grandi schiere di parenti a pantagruelici
banchetti, impegni universitari e burocrazia milanese, ma anche, e soprattutto,
per ri-abituare me stesso alla vita in Italia, al viverei coi genitori, con
le vecchie abitudini, e rendere meno traumatico il ritorno definitivo (previsto
entro e non oltre il 10 luglio) (2007 J).
Gli avvenimenti sono stati molteplici, mi avventurerò anche questa volta in
un flusso di coscienza alla rinfusa:
-mi sono fatto sbattezzare. Il motivo per cui ho voluto rinunciare al
Cristo? Avevo compreso che il mio battesimo cattolico era dipeso da una pura
coincidenza storico-geografica che mi aveva fatto nascere in Italia alla fine
del XX secolo. Avendo partorito una condizione di agnosticismo, mi è sembrato
doveroso adeguarmi ad essa. Non posso purtroppo rivelare dettagli in merito al
rito dello sbattezzamento in quanto una parte di esso coincide con un
giuramento che non permette di rivelare lo stesso.
-ho sviluppato una profonda ostilità verso il clericalismo serpeggiante in
Italia. Ho visto sul canale nazionale svedese servizi riguardanti il recente Family
Day e ammetto, amaramente, che pareva di assistere a scorci di America
Latina... chissà perché il grado di benessere e di istruzione di una nazione è
sempre inversamente proporzionale al suo bisogno religioso. Non per niente la
Scandinavia è l’entità più laica (e più fertile) esistente in Europa.
-ho avuto modo di vedere per intero un tg regionale svedese. Della Scania.
Sigla. Notizia: avvistato un gufo nel parco di Lund. Parte il servizio. 30
secondi. Immagini del gufo. Si torna in studio. “bene questo è tutto,
arrivederci”. Sigla. Durata: 2 minuti.
Per questo motivo, spesso, per “gonfiare” un po’ i telegiornali, mandano
speso servizi sugli esteri e in particolar modo sull’Italia. Quando ci furono gli
scontri a Catania ed un carabiniere venne ucciso, mandarono l’intervista di un
siciliano verace che parlò in dialetto. Dissi ai miei coinquilini: “meno male
che è sottotitolato in svedese, altrimenti non capirei un cazzo!”. Risate.
-sono stato alla polizia per denunciare la scomparsa di una mia felpa. Il
giorno dopo mi è arrivato il verbale per dirmi che non avevano abbastanza
indizi per iniziare un’indagine. Almeno ho fregato dalla stazione (aperta 24
ore su 24) una constatazione amichevole in lingua svedese. Non si sa mai.
-la Svezia ha cambiato i miei canoni e criteri di bellezza. Quando vedo
immagini di persone assolutamente normali, ad es. la cugina del tuo amico che
lui ti manda via msn, penso tra me e me: “Cristo, che brutta”. Tornare a vedere
donne con baffi sarà traumatico. Con tutto rispetto per coloro che portano i
baffi.
-ho assistito a due suicidi. Uno è avvenuto in metropolitana un venerdì
sera, presenti anche altri amici che erano venuti a trovarmi da Milano. Grido
di una ragazza. Frenata dell’automezzo. Qualche attimo di scompiglio e varie
persone attaccate al cellulare (seppur animate dalla proverbiale flemma
svedese). Due minuti e arriva il personale addetto alla pulizia. Cinque minuti
e il treno può ripartire. Tutto molto rapido e indolore. Qui è all’ordine del
giorno (quasi ogni weekend c’è qualcuno che si ammazza, in particolar modo in
periodo invernale). L’altro suicidio è stato un sabato sera. Uno si era buttato
da un cavalcavia. Ne ho visto il corpo coperto da un lenzuolo bianco, sbucava
fuori il piede destro. Poi è arrivato il bus che stavo aspettando e non mi sono
soffermato ulteriormente.
-ho fatto tesoro del mia condizione di single. Troppe persone hanno paura
di confrontarsi con se stesse, e preferiscono rompere lo specchio della propria
solitudine trascorrendo il proprio tempo con una persona per la quale non
provano alcun sentimento. Ingannano se stesse e altri, certe volte arrivando ad
autoconvincersi che, magari, è necessario fare così perchè in fondo lo fanno
tutti, perchè non si può andare al ristorante da soli, guarda quello poverino
trent’anni e ancora non ha la ragazza seria, cosa aspetta a trovarsi una
tipella qui del posto e mettere su famiglia. Quello che mi ha dato questa
esperienza è una maggiore consapevolezza delle mie capacità, una maggiore
fiducia in me stesso. Ho capito che il confine tra quello che realmente ci
rende persone, con obiettivi e desideri veri, e il plagio a cui siamo
sottoposti è sottile ed insidioso. “L’invenzione della tradizione” ci induce a fare
tesoro di valori che altrimenti non crederemmo nostri. Non riesco a pensare a
un mio futuro in Italia, in particolare in una cittadina di provincia. Cazzo,
passare da Stoccolma a Renate Brianza sarà durissima!
Morale di tutto questo mio bel discorso?
Ho preso la Trombonave ben quattro volte.
In due settimane.
Cosa è la Trombonave?
Dicesi Trombonavi (per estensione) tutte le imbarcazioni che collegano le
rotte scandinave tra Svezia e Finlandia (ma anche paesi baltici, orsù!), la
prima fu la Cinderella che coprì il percorso Stoccolma-Helsinki. Io ho
preso Amorella, Cinderella (appunto), Romantika e Isabella.
Hanno tale denominazione perché passano su acque internazionali, quindi si
chiude un occhio su molte leggi e quello che si può trovare è un delirio di
alcool e sesso. Tutto ciò che potranno mai raccontarvi sulla Trombonave è
assolutamente vero. Purtroppo negli ultimi anni è stata troppo spesso preda di
turismo italiota da strapazzo, perdendo quel sapore squisitamente scandinavo di
valvola di sfogo dalla “normalità” imposta dallo stato sociale.
Sulla Trombonave ci sono i tax free, quindi si possono acquistare esentasse
gli alcolici, qui monopolizzati, praticamente alla metà del loro prezzo “su
terra”.
Una bottiglia di gin costa 50/60 euro acquistata al System Bolaget.
-i rapporti con i vicini sono migliorati. E’ arrivato un portoghese che
sembra Gollum (di cui ne condivide la loquacità) e lo svedese ha comprato un
nuovo ceppo di coltelli giusto per far capire come devono girare le cose.
L’altro giorno mi ha mostrato il suo fucile da cecchino, nuovo di zecca, mentre
stava scardinando le porte per pulire meglio la sua camera in vista dell’arrivo
della sua ragazza (gran figa, by the way).
“la vedi la finestra di quel palazzo in fondo?”
“Sì”
“Beh, se si affacciasse un terrorista, saprei colpirlo qui (indica), direttamente
in mezzo agli occhi”
“A parte che mi pare un po’ improbabile che ci sia un terrorista in Svezia,
poiché credo che la vostra arma di distruzione di massa possano essere gli
Abba... perchè proprio in mezzo agli occhi?”
“Quando devi uccidere una persona, devi colpirla qui (mi punta il dito
sulla fronte): le sue funzioni vitali sono bloccate all’istante e non ha
neanche la possibilità di realizzare la sua morte.”
“Buono a sapersi! (toccandomi i coglioni)”
“Da bambino, mio padre mi portava a cacciare gli orsi, quando li ammazzavo
dovevo sempre colpirli qui (punta il dito), nessuna sofferenza”
il racconto commovente sulla sua prima uccisione ve lo risparmio, sebbene
sia molto buffo... mi ha mostrato un video del suo servizio militare ( “peccato
siano solo 12 mesi” “guarda io sono stato riformato perchè sono un rifiuto
umano” ) in cui entrava in un’asciugatrice con un fucile e si faceva “rotolare”
per diversi minuti... “per ottenere lo stesso effetto, al mio paese, abbiamo le
droghe. O anche il sesso. Però devi farne tanto eh. Almeno diciassette ore.”
... a quel punto arriva la francese vantandosi che il suo ragazzo le aveva
spaccato il letto quando era venuto a trovarla. Momenti di ilarità.
-qualche simpaticone ha pensato bene di buttare una cicca nella
asciugatrice in funzione, con dentro la mia roba. Ho dei nemici.
Chiamàti in causa, ho incontrato per strada Dio e la Madonna, tirati giù
dalle mie imprecazioni.
-ho apprezzato moltissimo il video degli Immortal! Grandissimo Illustre!
Grazie del pensiero! :-D
-ho inviato una mail a un prof della Statale, per chiedere le date degli
appelli previsti a Luglio, in modo da meglio pianificare il mio ritorno.
La risposta: “Caro Bonato, l’appello sarà il tot Luglio. Ma tu impiega bene
il tuo tempo nella bella Stoccolma. Saluti.” (il Manutentore sa a chi
alludo...).
-QUI una foto-tributo al Manutentore:
si intitola “perchè, sovente, rimpiango mia madre”
“Pane bruciato” e “Torta alla muffa” sono immagini dello stesso calibro,
sequestratami dal Sismi L
Grazie anche a te, per avermi citato recentemente sul tuo blog. QUI
un altro video-tributo a te dedicato!
-manifesto dell’otto marzo. Troppo bello. L’ho appeso in camera. (QUI)
-sono stato intervistato un’ora e mezza dalla SVT
in un programma che si prometteva di analizzare i costumi sessuali di diversi
paesi del mondo. Io sono stato chiamato in quanto rappresentante dell’Italia
(!). Ho riversato odio a vagonate sul Vaticano in merito alle sue ingerenze
in termini di famiglia/sessualità (chi non sta al gioco, non fa le regole...
pandemie in Africa... abusi sui minori insabbiati da Ratzinger... madre mastella
di calcutta... ecc ecc...), ho riferito i racconti anni ’30 di mio nonno,
che davano un’immagine di un Abruzzo rurale, in cui, dopo la prima notte di
nozze, il marito doveva appendere alla finestra le lenzuola sporche di sangue
di sua moglie, testimonianti la sua verginità al matrimonio. L’intervistatrice
è rimasta pietrificata. Comunque ho anche sparato cazzate (come sempre)! J
-sono stato in Russia, a Mosca, per parlare con Putin del problema dei
fagiani e intimare la resa del loro attacco via piccioni............ ecco la
cazzata :-D
-ho realizzato che il passatempo svedese, dopo una settimana di operosa
alacrità e compassata serietà, è DETONARSI completamente il venerdì e sabato
sera, dandosi a sesso ed ubriachezza più o meno molesti. Ho fatto il possibile
per adattarmi (con mio sommo dispiacere!) alle usanze degli autoctoni.
Orbene (orbene?), mi pare di essermi dilungato troppo... sarebbe stato
necessario un intervento prematuro, il tempo non è certo mancato ma in Erasmus
realizzi che ogni singolo istante non è da sprecarsi e va vissuto intensamente,
perchè, prima o poi, saprà arricchirti. Questo il motivo per cui ho privilegiato,
spesso, gettarmi nella “vita reale” piuttosto che lobotomizzarmi davanti a un
freddo schermo di un rumoroso computer (peraltro vendutomi a meno di 3000
corone da un turco ventisettenne con moglie ventenne e sette, dico SETTE, figli
al seguito... ma d’altronde nella “promiscuità nordica c’è la morte della
Famiglia”... non dico chi mi ha detto questa frase sennò mi incazzo e basta).
Ci sarebbero tantissime altre cose da raccontare, le cito e basta: hanno
accettato la mia candidatura (non si sa come ne’ perchè) all’Accademia dei
Premi Nobel e ora possiedo immeritatamente la tessera della sua insigne
biblioteca; ho iniziato a dare lezioni di italiano (!!!). Sebbene non mi
paghino un cazzo, è pur sempre un progetto all’interno dell’università ed è
molto gratificante... cito uno stralcio di lezione: “porca mi seria” “eh?”
“porca mi seria... porca io che sono seria!” “no no no non vuol dire questo...
si tratta del retaggio di povertà contadina bla bla bla... (mi straccio i
coglioni da solo)”
Vi lascio con le foto
della Trombonave, sappiatele apprezzare!
Inutile dirvi che non vedo l’ora di rivedervi, ho già pensato a una bella
serata fuori per lunedì 28 Maggio... sarò parecchio preso nella settimana
in cui sarò qui, praticamente tutti i giorni dovrò chiedere il dono dell’ubiquità,
ma una serata con tutti quanti voi è un imperativo categorico! :-D
Ore 3.57 e il sole è già bello alto!
Un saluto che vale un’alba,