Estate ‘05

 

Poiché la mia memoria è notoriamente scarsa ho deciso di tenere uno pseudo diario di quello che facevo, così a fine vacanza mi sono ritrovato una serie di appunti molto schematici con parole chiave (sn pur sempre un aspirante ingegnere, i diari prolissi non fanno per me ^^) di quello che ho fatto nei vari giorni.

Ecco catalogati giorno per giorno i vari resoconti:

 

Day One

Nulla, ho iniziato a prendere appunti dal secondo giorno…

 

Day two

Sveglia la mattina, non mi ricordo a che ora. Dopo le solite pratiche mattutine ci siamo fiondati al mare e abbiamo trascorso li la mattinata.

 

 

Al ritorno fuori dalla tenda ci aspettava una simpatica invasione di formiche che gironzolavano allegre nel sacco del cibo. Recuperato il recuperabile ci siamo sbarazzati delle formiche, ma sapevamo che sarebbero tornate...

Dopo pranzo si decide di svaccarsi fuori dalla tenda, siro e colle si intrattenevano con partite di carte, io sentivo musica disteso sul prato e ogni tanto partecipavo al circolo pensionati.

 

    

Circolo pensionati…                                                                 Colle che “studia” biologia…

 

 

Il tardo pomeriggio ci vede impegnati a procacciarci del cibo alla coop locale, mentre la sera uscita con birrettina annessa, rientro, birrettina post uscita, e intavolamento di discorsi seri della mezzanotte…

 

Day three

Il terzo giorno ci siamo svegliati alle 10, e la mattinata è passata nei preparativi  per la pioggia che sembrava imminente, ma alla fine molto rumore per nulla.

Poi negli appunti ho scritto “incazzato”, quindi vuol dire che ero incazzato ma non mi ricordo per cosa, era qualcosa di esterno alla vacanza comunque.

Dopo un po di sano cazzeggiamento abbiamo raggiunto il mare e aspettato li l’ora di cena.

 

  

Va beh, la foto con lo sfondo del mare ci voleva…

 

 

Cena a base di fagioli e crocchette di patate (io ho mangiato solo le crocchette). Durante la cena ho rovesciato il te sulle crocchette di siro, e colle per rimediare le ha prese e inzuppate nei fagioli, inventando la ricetta delle crocchette ai fagioli….

 

   

Trinità e Bambino                                                                                      Fagioli…

 

La sera ritorno al “Congo”, mitico (e unico, almeno per quanto ne sapevamo noi) pub di Follonica: rossa doppio malto e sangria hanno animato la serata, mentre il congo si riempiva di genti varie di varie nazionalità (c’erano + stranieri che italiani li a Follonica…)

Poi sugli appunti ho scritto le seguenti parole “poi iiiii la tipm b solminmnvnb,my contraddire...” ma non capisco cosa volevo dire....

 

Day four

Mattina passata al mare, abbiamo preso un bel po di sole e il nostro colore era sul violaceo. Se non ricordo male abbiamo passato la mattinata al mare con Sarah e Marta, 2 ragazze del campeggio provenienti anche loro da Milano.

 

Apro una parentesi riguardo le genti campeggistiche: giunti in campeggio siamo stati accolti da un omaccione (che è stato battezzato da noi col nome di “Barion” proveniente dalla Repubblica Ceca che ci ha accolto alle 11 di mattina con un bicchierino di slivocosa: un superalcolico di cui non mi ricordo mai il nome ma simile alla vodka.

 

 

       

Tendume vario, quelle sullo sfondo sono di Barion….

 

Barion aveva una serie di tende immense a schiera e la tenda a noi più vicina era il locale cucina che includeva una ghiacciaia, fornelli vari, mobili da cucina, forno e persino un tritarifiuti…

Alla sinistra della nostra tenda una coppietta proveniente da brescia, abbastanza giovani. Ancora più a sinistra 2 ragazze di milano di cui non ricordo il nome.

Infine in fondo alla via un gruppo di tende di 6 amiche (Sarah, Marta, Sara, Marika e altre 2 che non ricordo…) anch’esse di Milano.

Quindi la via è stata ribattezzata via dei Milanesi, dato che per una strana coincidenza eravamo tutti riuniti li…

Di fronte a noi in un bungalow c’era una coppia di toscani, marito e moglie over 50, lui è stato soprannominato da siro “sergente di Mad Max”, tipo abbastanza (anche troppo) giovanile che ci ha consigliato di andare a campeggiare sul monte Amiata (“li sull’Amiata è bellissimo, però non ce la fiha”)…

 

Chiusa la parentesi riprendiamo la narrazione: dicevamo mattina al mare con Sarah (ce l’ “h” nel nome, non è un errore) e Marta con partita di pallavolo in acqua che ha messo in luce la nostra incapacità ^__^

Poi il pomeriggio abbiamo fatto la spesa, siamo passati in yogurteria (ma l’abbiamo trovata chiusa) e siamo usciti la sera con il gruppo di Sarah & co. (Sarah, Marta, Sara, Marika, le altre 2 erano a fare delle prove per un balletto).

Giunti al Congo (affollatissimo…) prendiamo da bere (solita rossa doppio malto media per iniziare) e ci sediamo per terra sulla spiaggia a chiaccherare.

Sembrava una serata di stampo classico, birrettina e quattro chiacchere in compagnia…quando si avvicina un gruppo di olandesi che ci chiede se potevano unirsi a noi.

E li inizia il delirio, si inizia a parlare con gli olandesi del più e del meno: da dove venite, come mai siete qui, cosa fate, come siete venuti qui, che macchina avete, discorsi sulla sensibilità delle persone, sull’apertura verso gli stranieri, sull’affabilità degli abitanti italiani e non, sport, hobbies ecc…

Questi i discorsi che ho seguito io, barcamenandomi tra 2 gruppettini, quello alla mia sinistra e quello a destra capitanato da un olandese bibliotecario abbastanza fuori...

Nel frattempo un’altra conversazione si teneva tra siro e un altro tipo olandese.

Intanto arrivavano cassettine di birra a rifornire gli olandesi; io vado al bar in bagno e a prendere un’altra birra e al ritorno trovo le ragazze con in mano una rosa e scopro che era stata fatta una foto di gruppo durante la quale gli olandesi si sono divertiti a dare palpatine varie...

Poi un gruppo di italiani classici, di quelli che sanno l’inglese solo per dire “joint” sono venuti a chiedere del fumo agli olandesi che comunque non né avevano.

Ridendo e scherzando si sono fatte le 4, alcuni olandesi si dileguano mentre altri ci seguono fino in campeggio.

Dopo essersi congedati dagli amici olandesi ci intratteniamo una 20ina di minuti con le nostre connazionali e andiamo a dormire all’alba delle 4 passate.

 

 

 

Day five

Dopo 4 ore di sonno arriva la sveglia e i preparativi partenza.

 

 

Fatto il check out chiediamo il pass visitatori x aiutare la sarah a smontare il filo dei panni, dato che il capo del campeggio  rompeva le palle (bello quel bucato, ma secondo il regolamento...)

Poi spiaggia per qualche oretta e partenza per l'Amiata .

Dopo un oretta arriviamo al campeggio “l’Amiata” in zona Castel del Piano.

Ci accoglie un vecchietto simpaticissimo e ci fa scgliere una delle piazzole di questo stupendo campeggio immerso nel verde e nella tranquilità.

 

    

I proprietari del campeggio                                                                 La tenda nella piazzola

 

Inoltre i campeggiatori vicini si dimostrano essere tutti gentilissimi,  il vicino romano che sarebbe partito il giorno dopo ci regala la carbonella rimastagli e ci consiglia un paio di  posti da vedere in zona.

 

Day six

Soddisfatti per la bellezza del campeggio ci svegliamo presto e andiamo a farci  un giro in paese.

 

      

 

Segue una fase di svacco e poi nel pomeriggio si va in piscina.

 

    

 

La sera ci vede protagonisti di una grigliatozza con spiedini,salsiccia e bistecca, e ancora appesantiti dalla cena ci dirigiamo verso santa fiora, dove ci aspettava una festa della birra.

 

  

 

I guai però erano pronti ad attenderci: a causa di indicazioni errate (dannato vecchiaccio che abbiamo incontrato per strada) finiamo in una stradina strertissima e in pendenza.

Eravamo con la punto di siro, che notoriamente non è un 4x4 a nelle mille manovre necessarie per uscire dal vicolo stretto sentiamo una puzza di bruciato che ci fa temere per la frizione...

Infine giungiamo alla festa della birra dove troviamo un palco con discoteca con  tanto di luci e fumogeni, molti esemplari di “zarrus montanaro” e qualche tipa alternativa.

2 birre medie dopo (circa 1 ora e qualcosa in termini di tempo) si torna al campeggio a dormire...

 

Day seven

Giornata tranquilla,finite le provviste di cibo, sonnellino pomeridiano e pioggia dalle 17 alle 19:20.

In serata decidiamo di darci al cibo e andiamo a cenare da vergiglio: antipasto, tagliatelle ai funghi, cinghiale, scottiglia (misto di carne) e vinello della casa.

 

  

Io, il vino e gli antipasti…                                                                        Colle, Siro e il mitico Virgilio!

 

Day eight

La mattina portiamo la macchina a controllare, ma fortunatamente non ci sono danni.

Rassicurati ci dirigiamo verso il monte Amiata, dove ci attende una camminata verso la cima (1730 metri) rallegrata dalle canzoni dei sette nani.

 

 

Colle e la Belladonna…                                                          La cima del monte Amiata

 

Conquistata la sommità del monte torniamo giù ai 1300 (se non ricordo male), prendiamo la macchina e andiamo a fare visita a un’abazia e al paesino medievale sorto li intorno.

 

 

Finita la visita culturale ci dirigiamo verso “Bagno S. Filippo”: una località con un boschetto attraversato da un torrente su cui sboccano delle sorgive sulfuree calde. Trascorriamo li il pomeriggio e torniamo al campeggio con ancora lo zolfo addosso.

 

 

 

Dopo una doccia rinfrescante ci attende l’idromassaggio nella vascozza da 4, e non vi dico che goduria (tralaltro, siamo entrati in vasca in modo molto zarro in costume e occhiali da sole ^__^).

 

 

 

Giunta l’ora di cena (circa 19 e qualcosa) andiamo in zona barbecue per accendere il fuoco per la grigliata.

La volta precedente avevamo già trovato la carbonella pronta di gente che l’aveva usata prima di noi; questa volta no.

Dopo 10-15 minuti passati a suscitare l’ilarità della gente del campeggio mentre tentavamo di accendere il fuoco e far prendere la carbonella, riusciamo a ottenere una discreta fonte di calore.

Senza esitare piazziamo su la griglia e vai di spiedini, salsiccie e bisteccozza!

 

 

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